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Fattura elettronica

Fattura elettronica 2020 le novità dell’Agenzia delle Entrate

A partire dal 1 gennaio 2021 la fattura elettronica cambia, subirà delle modifiche al tracciato (Agenzia delle entrate prot. 166579 del 20 aprile 2020), in particolare, ci saranno nuovi codici per la Natura dell’operazione (l’IVA utilizzata) e per il Tipo di documento (Fattura, Nota di credito, Parcella, Autofattura, ecc..).  

In poche parole, dovremo fornire informazioni più dettagliate quando emettiamo la fattura elettronica. 

Con questi nuovi dati, l’Amministrazione finanziaria sarà in grado di predisporre una bozza di dichiarazione IVA precompilata.

Vediamo le principali novità:

Natura dell’operazione

La Natura dell’operazione è usata nel tracciato per indicare le operazioni non imponibili o fatte in inversione contabile. In pratica, quando l’aliquota IVA è pari a zero.

Nella tabella seguente, troverai come alcuni codici si sono sdoppiati per dettagliare meglio l’operazione:

PRIMADOPO
N1 – operazioni escluse da IVA ex art. 15, D.P.R. n. 633/1972N1 – operazioni escluse da IVA ex art. 15, D.P.R. n. 633/1972
N2 – operazioni non soggette ad IVAN2.1 non soggette ad IVA ai sensi degli articoli da 7 a 7- septies del D.P.R. n. 633/1972

N2.2 non soggette – altri casi
N3 – operazioni non imponibili IVAN3.1 non imponibili – esportazioni

N3.2 non imponibili – cessioni intracomunitarie

N3.3 non imponibili – cessioni verso San Marino

N3.4 non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione

N3.5 non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento

N3.6 non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond
N4 – operazioni esenti da IVAN4 – operazioni esenti da IVA
N5 – operazioni soggette al regime del margine / IVA non esposta in fatturaN5 – operazioni soggette al regime del margine / IVA non esposta in fattura
N6 – operazioni soggette al meccanismo dell’inversione contabile (per le operazioni in reverse charge ovvero nei casi di autofatturazione per acquisti extra UE di servizi ovvero per importazioni di beni nei soli casi previsti)N6.1 inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero

N6.2 inversione contabile – cessione di oro e argento puro

N6.3 inversione contabile – subappalto nel settore edile

N6.4 inversione contabile – cessione di fabbricati

N6.5 inversione contabile – cessione di telefoni cellulari

N6.6 inversione contabile – cessione di prodotti elettronici

N6.7 inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi

N6.8 inversione contabile – operazioni settore energetico

N6.9 inversione contabile – altri casi
N7 – IVA assolta in altro stato UE (vendite a distanza ex art. 40, commi 3 e 4, e art. 41, comma 1, lettera b, D.L. n. 331/1993; prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies, lettere f, g, D.P.R. n. 633/1972 e art. 74-sexies, D.P.R. n. 633/1972)N7 – IVA assolta in altro stato UE (vendite a distanza ex art. 40, commi 3 e 4, e art. 41, comma 1, lettera b, D.L. n. 331/1993; prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies lettere f, g, D.P.R. n. 633/1972 e art. 74-sexies, D.P.R. n. 633/1972)

Tipo documento

Il Tipo di documento viene usato nel tracciato per identificare il documento utilizzato (es. Fattura, Nota di credito, Parcella, Autofattura, ecc..).

Nella tabella seguente, troverai come alcuni codici si sono sdoppiati per dettagliare meglio il documento utilizzato:

PRIMADOPO
TD01 FatturaTD01 Fattura

TD24 Fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, lett. a)

TD25 Fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, terzo Periodo, lett. b)
TD02 Acconto/Anticipo su fatturaTD02 Acconto/Anticipo su fattura
TD03 Acconto/Anticipo su parcellaTD03 Acconto/Anticipo su parcella
TD04 Nota di CreditoTD04 Nota di Credito
TD05 Nota di DebitoTD05 Nota di Debito
TD06 ParcellaTD06 Parcella
TD20 AutofatturaTD16 Integrazione fattura reverse charge interno

TD17 Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero

TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari

TD19 Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17, c. 2, D.P.R. n. 633/1972

TD20 Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (art. 6, c. 8, D.Lgs. n. 471/1997 o art. 46, c. 5, D.L. n. 331/1993)

TD21 Autofattura per splafonamento

TD22 Estrazione beni da Deposito IVA

TD23 Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA

TD26 Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art. 36 D.P.R. n. 633/1972)

TD27 Fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa

Se stai già utilizzando Gestione CRI per il tuo Comitato di Croce Rossa, non devi fare nulla. Provvederemo noi a renderlo conforme alle modifiche. Quello che devi fare è tenere d’occhio la tua e-mail per essere sempre aggiornato sulle novità.

Se ancora non lo utilizzi e vuoi saperne di più, richiedi un contatto. Un nostro consulente ti darà tutte le informazioni.

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Decreto Rilancio

Decreto Rilancio, Iva esente sui DPI

Con il Decreto Rilancio “DL 19 maggio 2020 n. 34”, il Governo ha previsto diverse novità tra cui l’azzeramento immediato dell’IVA fino al 31/12/2020 sui beni necessari al contenimento e la gestione dell’emergenza COVID-19. 

Tra i beni troviamo:

  • mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3
  • articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici
  • termometri
  • detergenti disinfettanti per mani, soluzione idroalcolica in litri, perossido al 3% in litri
  • dispenser a muro per disinfettanti
  • strumentazione per diagnostica per Covid-19
  • tamponi per analisi cliniche
  • provette sterili.

Rimane il diritto alla detrazione dell’imposta pagata su acquisti/importazioni di tali beni effettuati fino al 19/05/2020.

Adesso vediamo come ti devi comportare quando emettiamo e/o riceviamo una fattura.

Quando emetti la fattura

Nel caso in cui devi emettere una fattura elettronica per tali beni, sarebbe opportuno che contenesse, nonostante il silenzio della norma al riguardo, la dicitura “Esente Iva art. 124 del dl n. 34/2020”. 

Quando ricevo la fattura

Nel caso in cui ricevi una fattura elettronica con la dicitura indicazione “Esente Iva art. 124 del dl n. 34/2020” o simile, durante la conversione automatica in prima nota, dovrai selezionare il codice IVA appropriato.

Per entrambe le situazioni, abbiamo inserito in Gestione CRI il codice IVA “Esente articolo 124 del DL 19.5.2020 n. 34”.

Importate

Ricordati che, cessato il periodo di esenzione dell’ IVA previsto dal Decreto Rilancio, quindi dal 1° gennaio 2021, l’imposta applicabile su questi beni tornerà al 5%.

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5x1000

5×1000 può aiutare. Il modo più semplice è chiederlo

In questi ultimi mesi i Comitati di Croce Rossa hanno investito parecchio per affrontare l’emergenza del Corona Virus e, anche grazie a tutti i Volontari, ne stiamo uscendo a testa alta, consapevoli di aver dato il massimo.

Per continuare a dare un servizio esemplare alla Comunità occorre trovare nuovi metodi per recuperare nuove risorse economiche. 

Come ogni anno è arrivato il momento di pagare le tasse, possiamo sfruttare questo momento per chiedere un aiuto alla nostra Comunità, un aiuto che a loro non costa nulla ma per il tuo Comitato può vale parecchio. 

Adesso ti spiego come!

Nella dichiarazione dei redditi c’è la sezione per donare il 5×1000 agli enti che svolgono attività socialmente rilevanti (es. associazioni di volontariato, ecc..). 

Se anche tu ti trovi in questa categoria e hai presentato la domanda di iscrizione all’elenco per il 5 per mille, puoi chiedere ai tuoi soci e clienti di dare la preferenza alla tua associazione.

Soluzioni che puoi adottare

  • Prepara un’immagine con la richiesta del contributo 5×1000 da caricare su Timbro, in questo modo chiunque accede alla tua sede vedrà il messaggio.
    Prepara anche un piccolo bigliettino da lasciare alla persona che ti chiede informazioni.
  • Invia un messaggio a tutti i tuoi Soci in modo che possano leggerlo direttamente sull’app AmicoCRI o sul TabelloneTV.
  • Inserisci, a piè pagina di tutte le tue fatture, note spesa, ricevute fiscali, la richiesta di donare al tuo Comitato il 5×1000.
    Per aggiungere il testo, seleziona la voce Opzioni dal menù Strumenti, pannello Generale e compila il campo Riga fissa in documento fiscale presente nella sezione Parametri documento fiscale (consiglio personale, lasciala sempre, è un ottimo promemoria 😉 )

Alcuni suggerimenti

  • il messaggio deve essere chiaro e semplice, per esempio:

    Dona il tuo 5×1000 alla 
    CRI di ………………………

    Con il tuo gesto possiamo
    fare grandi cose.
    CF: …………………………..

    Aiutaci ad aiutare.
    Dona il 5×1000 alla CRI di ……
    CF: ………………………

    Contribuisci ad aiutare
    le persone della nostra Comunità.
    Dona il 5×1000 alla CRI di ……
    CF: ………………………
  • usa colori chiari e vivaci
  • usa immagini che trasmettono serenità

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Fatture a cavallo dell’anno, come gestirle?

Siamo a inizio anno ed ecco subito la prima insidia, come gestire le fatture a cavallo dell’anno?

In questi giorni stiamo ricevendo ancora le ultime fatture datate 2019.

Sai come trattarle?

Di seguito ti spiego come fare:

Dall’avvio della fatturazione elettronica, dobbiamo fare i conti con l’art. 1 del dpr 100/1998 che di fatto vieta di detrarre l’Iva degli acquisti fatti nell’ultimo mese / trimestre dell’anno se la fattura e ricevuta nell’anno successivo.

Nell’art. 1 del dpr 100 del 1998 (dopo la modifica apportata dall’art. 14 del dl 119/20189), troviamo: 

Questo è un pezzetto della norma, come al solito e molto molto complessa e articolata. Se vuoi puoi saltarlo, dopo il paragrafo, trovi la mia traduzione 😉

«Entro il giorno 16 di ciascun mese, il contribuente determina la differenza tra l’ammontare complessivo dell’imposta sul valore aggiunto esigibile nel mese precedente, risultante dalle annotazioni eseguite o da eseguire nei registri relativi alle fatture emesse o ai corrispettivi delle operazioni imponibili, e quello dell’imposta, risultante dalle annotazioni eseguite, nei registri relativi ai beni ed ai servizi acquistati, sulla base dei documenti di acquisto di cui è in possesso e per i quali il diritto alla detrazione viene esercitato nello stesso mese ai sensi dell’articolo 19 del dpr. n. 633/1972. Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente»

In pratica troviamo 3 casistiche che governano la modalità di liquidazione dell’Iva per le operazioni nel corso d’anno e per quelle a cavallo d’anno.

1° CASO

Per le operazioni effettuate nel corso dell’anno, l’Iva a credito può essere inserita nella liquidazione del mese / trimestre di competenza se la fattura è stata ricevuta entro il 15 del mese / trimestre successivo e l’annotazione sul registro è fatta nello stesso anno.

es.

Data fattura: 28.12.2019

Data ricezione SDI: 29.12.2019

Annotazione registro Iva acquisti: 30.12.2019

In questo caso, devi inserire il documento nella liquidazione del mese di dicembre 2019.

2° CASO

Per le operazioni effettuate a dicembre con le fatture ricevute in dicembre e l’annotazione sul registro viene fatta a gennaio, l’Iva va annotata “separatamente” nel registro acquisti, procedendo alla detrazione solo nel Mod. Iva senza rientrare in una liquidazione Iva.

es.

Data fattura: 30.12.2019

Data ricezione SDI: 31.12.2019

Annotazione registro Iva acquisti: 08.01.2020

In questo caso, il documento non rientra in nessuna liquidazione Iva, lo devi annotare “separatamente” nel registro acquisti, e la detrazione dovrai farla solo con il Mod. Iva 2020 (per l’anno 2019).

3° CASO

Per le operazioni effettuate a dicembre con le fatture ricevute entro i primi 15 giorni di gennaio, l’Iva a credito deve essere inserita nella liquidazione di gennaio. 

es.

Data fattura: 31.12.2019

Data ricezione SDI: 07.01.2020

Annotazione registro Iva acquisti: 08.01.2020

In questo caso, devi inserire il documento nella liquidazione del mese di gennaio 2020.

RIPETO! 

Se ricevi entro il 15 gennaio delle fatture a cavallo dell’anno datate dicembre, queste le devi inserire nella liquidazione di gennaio.

In merito alla data di ricezione della fattura, l’Agenzia delle entrate con la FAQ n. 129 del 10.07.2019 ha precisato che:

  • se il Sistema di Interscambio (SDI) riesce a consegnare la fattura al destinatario, la data di ricezione è quella attestata dai sistemi di ricezione utilizzati dal destinatario, e non la data a partire dalla quale la fattura viene messa a disposizione del cessionario/committente sul portale Fatture e Corrispettivi;
  • qualora il Sistema di Interscambio (SDI), per cause tecniche non imputabili ad esso, non sia riuscito a recapitare la fattura al ricevente, questa viene messa a disposizione sul portale Fatture e Corrispettivi e la data di presa visione o di scarico del file fattura è la data di ricezione e di conseguenza l’Iva diventa detraibile da tale data.

Per vedere come farlo con Gestione CRI ti invito a consultare la Guida in linea (voce Gestione CRI – Prisma dal menù Strumenti >> Scarica guida paragrafo Fatture a cavallo d’anno).

Cos’è il Nodo Smistamento Ordini?

In queste settimane, molte Aziende che lavorano con il Servizio Sanitario Nazionale, si sono viste chiedere in che modo ricevere gli ordini, via PEC o via PEPPOL.

Di cosa si tratta?

A partire dal 1° ottobre 2019, tutti gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale dovranno obbligatoriamente inviare gli ordini di acquisto mediante il Nodo Smistamento Ordini o semplicemente NSO.

L’ NSO è una piattaforma molto simile al SdI (quello che si occupa della fatturazione elettronica PA e B2B).

Ha il compito di gestire e convalidare gli ordini d’acquisto della Sanità Pubblica.

Semplificando di molto il processo, l’Ente invia l’ordine all’ NSO che a sua volta lo valida e lo inoltra al fornitore in formato UBL XML (formato simile alla Fattura PA).

Al suo interno troveremo l’identificativo dell’ordine (tripletta) ed una serie di dati tra cui quantità, prezzo e tempistiche dei prodotti e servizi acquistati.

Inoltre, dall’entrata in vigore dell’obbligo, gli Enti potranno pagare le fatture passive solo in presenza dei relativi ordini validati e trasmessi mediante NSO.

Cosa cambia per il fornitore?

A partire dal 1° ottobre 2019, la Fattura PA emessa dovrà obbligatoriamente riportare la tripletta di identificazione dell’ordine NSO, pena lo scarto della stessa.

Vediamo dove inserire questi dati in Gestione CRI:

La tripletta identificativa va inserita nel pannello Dati fatturazione elettronica, presente nella maschera di inserimento delle righe della Fattura PA.

Più precisamente:

  • l’identificativo dell’ordine dovrà essere inserito nel campo che a video è chiamato <IdDocumento> (2.1.2.2);
  • la data di emissione dell’ordine dovrà essere inserita nel campo che a video è chiamato <Data> (2.1.2.3);
  • l’identificativo dell’Ente che ha emesso l’ordine dovrà essere inserito nel campo che a video è chiamato <CodiceCommessaConvenzione> (2.1.2.5) preceduto e seguito dal carattere “#” senza spazi.

Se la fattura non è emessa a fronte di un ordine NSO (es. ordine emesso prima del 1° ottobre 2019), occorre riportare nel campo, che a video è chiamato <IdDocumento> (2.1.2.2), il testo #NO# (cancelletto + NO + cancelletto, senza spazi).

 

La fattura elettronica diventa umana

Quante volte ti è capitato di dover controllare una fattura elettronica fornitore?

Verificare che tutte le voci fossero corrette e che gli importi “quadrassero” con quello stabilito.

A me personalmente, ogni volta, sale lo sconforto.

Quando mi trovo a dover fare queste verifiche, per capirci meglio sono costretto a stamparla.

Ma a questo punto, la situazione peggiora ulteriormente.

Lo sconforto si trasforma in isteria. 😡 Pagine e pagine di informazioni senza una logica apparente. 

Mi ritrovo a scorrere più e più volte le stesse pagine per trovare l’informazione che mi serve.

Ironia della sorte, non la trovo mai nella stessa posizione!

Adesso Gestione CRI ha messo ordine a tutto questo.

Puoi stampare le tue Fatture elettroniche in un formato UMANO.

Tutte le informazioni organizzate in modo chiaro, semplice e sempre allo stesso posto.

Se ti interessa approfondire l’argomento o semplicemente sei curioso di provare questa funzionalità, nella guida trovi le istruzioni per utilizzarla al meglio (voce Gestione CRI – Prisma dal menù Strumenti >> Scarica guida paragrafo Fatture Elettroniche paragrafo Stampare una Fattura Elettronica di acquisto).

Autofattura, Reverse charge nella fatturazione elettronica

Prima di iniziare, vediamo le definizioni:

  • autofattura: documento con il quale il cliente applica l’IVA su un acquisto di un bene o un servizio. Il cliente è obbligato ad emettere questo documento che deve essere registrato sia nel registro vendite che in quello acquisti. L’autofattura deve contenere le stesse indicazioni richieste per le fatture ordinarie (vedi l’art. 21 del D.P.R. 633/72), i dati dell’emittente e del destinatario saranno gli stessi e nel documento, dovrà essere specificato che si tratta di autofattura (es. dicitura “AUTOFATTURA”)
  • reverse charge: documento emesso dal fornitore. Il cliente deve assolvere l’IVA integrandola e registrando il documento integrato sia nel registro vendite che acquisti

Fatta chiarezza sui termini, di seguito ti spiego come comportarti:

Se ricevi una fattura elettronica Reverse charge

La prima domanda che ti devi fare è: l’operazione è con l’estero o meno?

Se l’operazione è con l’estero, non cambia nulla, queste operazioni non vengono previste dalla fatturazione elettronica. Di conseguenza devi trattarle come hai sempre fatto (modalità cartacea).

Mente per le operazioni “interne”, le regole cambiano leggermente. L’Agenzia delle Entrate ci indica due modalità:

1° modalità

Il cliente predisporre un nuovo documento, reso immodificabile mediante marca temporale e firma elettronica qualificata, da allegare alla fattura originaria. Il documento, che contiene l’integrazione dell’IVA, non dovrà essere inviato allo SDI ma dovrà essere messo in conservazione sostitutiva insieme alla fattura a cui si riferisce.

In breve, devi generare un nuovo documento con Word che contenga i dati richiesti dalla norma, apporre marca temporale, firmarlo digitalmente e metterlo in conservazione sostitutiva assieme alla fattura.

2° modalità

Il cliente emettere un’autofattura in formato elettronico e la inviarla allo SDI. La stessa dovrà essere messa in conservazione sostitutiva.

In breve, con Gestione CRI, utilizzando Fatture elettroniche gestisci il tutto semplicemente utilizzando il documento fiscale Autofattura B2B.

Se devi emettere un’Autofattura

Premesso che le operazioni con l’estero devono essere trattate come hai sempre fatto, in quanto non previste dalla fatturazione elettronica. Per tutte le altre operazioni dove è prevista l’emissione dell’autofattura (es. omaggi, ecc..), dovrai emetterla in formato elettronico.

In breve, con Gestione CRI, utilizzando Fatture elettroniche gestisci il tutto semplicemente utilizzando il documento fiscale Autofattura B2B.

Le notifiche della fatturazione elettronica

L’adozione della fatturazione elettronica ci ha portato ulteriori adempimenti da rispettare ma anche diversi vantaggi.

Oggi ti parlo dei vantaggi perché, per farti rispettare gli adempimenti, ci pensa il nostro modulo Fatture Elettroniche.

Il primo beneficio degno di nota è la riduzione dei tempi e dei costi necessari per la stampa, l’imbustamento e la spedizione della fattura. 

Un ulteriore beneficio è la gestione della relazione con il cliente. La notifica di consegna ci informa quando riceve la fattura.

Ed in ultimo, la conservazione sostitutiva elimina i costi per la gestione dell’archivio cartaceo.

Oltre ai benefici è stata aggiunta anche una nuova incombenza. Per conoscere la situazione delle fatture elettroniche, dobbiamo controllare periodicamente lo stato dei documenti elettronici (es. notifiche di accettazione, di errore, ecc..).

Nell’ottica di semplificarti questa incombenza, abbiamo aggiunto in Gestione CRI un nuovo sistema di avvisi.

Una notifica ti informa quando ricevi nuovi messaggi su Fatture Elettroniche e su Fatture PA e, cosa importante, ti avvisa quando ricevi le nuove fatture elettroniche dai tuoi fornitori.

In questo modo, non dovrai più visionare periodicamente la pagina dei documenti elettronici per controllare se sono arrivate nuove fatture o sono in errore ma, lo potrai fare solo quando riceverai la notifica.

Se ti interessa approfondire l’argomento o semplicemente sei curioso di provare questa funzionalità, nella guida trovi le istruzioni per utilizzarla al meglio (voce Gestione CRI – Prisma dal menù Strumenti >> Scarica guida paragrafo Gestione delle notifiche voce Fatture elettroniche e Fatture PA).

Fatture del 2018 ricevute nel 2019

Magari l’avvicinarsi del 1° gennaio o altro, ma in questi giorni mi stanno venendo alla mente diverse domande sulla fatturazione elettronica.

Ho fatto delle ricerche per trovare le risposte e voglio condividerle con te.

Partiamo dalle domande:

  • Ma nel 2019 potrò ancora emettere fatture con data del 2018?
  • Cosa devo fare se ricevo una fattura cartacea con data del 2018 nel 2019?
  • Cosa devo fare se dovrò emettere una nota di credito nel 2019 riferita ad una fattura del 2018?
  • Cosa devo fare se ricevo una fattura cartacea datata 2019 nel 2019?

Per fortuna, l’Agenzia delle Entrate con una risposta sulle sue  FAQ, ha chiarito tutti i miei dubbi.

La risposta recita:

L’obbligo di fatturazione elettronica scatta, in base all’art. 1, comma 916, della legge di Bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017 n. 205), per le fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2019. Pertanto, il momento da cui decorre l’obbligo è legato all’effettiva emissione della fattura. Nel caso rappresentato, se la fattura è stata emessa e trasmessa nel 2018 (la data è sicuramente un elemento qualificante) in modalità cartacea ed è stata ricevuta dal cessionario/committente nel 2019, la stessa non sarà soggetta all’obbligo della fatturazione elettronica. Ovviamente, se il contribuente dovesse emettere una nota di variazione nel 2019 di una fattura ricevuta nel 2018, la nota di variazione dovrà essere emessa in via elettronica.

In definitiva, se la fattura o la nota di variazione riporta una data dell’anno 2018, la fattura potrà non essere elettronica; se la fattura o la nota di variazione riporta una data dell’anno 2019, la fattura dovrà essere elettronica.

In conclusione:

  • Ma nel 2019 potrò ancora emettere le fatture del 2018?
    Si, è possibile inviare in formato cartaceo nel 2019 fatture con data del 2018, a patto che le fatture abbiano una data del 2018 e che la data sia conforme alle regole (vedi articolo).
  • Cosa devo fare se ricevo una fattura cartacea datata 2018 nel 2019?
    Semplicemente registrarla in contabilità come abbiamo sempre fatto. Presta attenzione a selezionare l’esercizio 2018.
  • Cosa dovrò fare se nel 2019 dovrò emettere una nota di credito riferita ad una fattura del 2018?
    Dovrai emettere la nota di credito in formato elettronico anche se si riferisce ad una fattura con data del 2018.
  • Cosa devo fare se ricevo una fattura cartacea datata 2019 nel 2019?
    Rifiutarla e richiedere al fornitore di emetterla in formato elettronico.

Spero che questi chiarimenti siano serviti anche a te quanto sono serviti a me.

Quando devo emettere la fattura elettronica?

Prima di iniziare, vediamo OGGI cosa è previsto:

L’art. 21 comma 4 del Dpr 633/72 ci dice che il termine previsto per l’emissione della fattura è il giorno stesso di quando si effettua l’operazione.

Approfondiamo il significato delle parole si effettua l’operazione:

  • per la vendita di beni, l’operazione si intende effettuata quando questi vengono consegnati o spediti.
  • per l’erogazione dei servizi,  l’operazione si intende effettuata quando questi vengono pagati o resi.

Prendiamo come esempio il trasporto di un privato (erogazione di un servizio), dobbiamo emettere fattura quando questo ci viene pagato (se vuoi approfondire ulteriormente la norma, di lascio il link art. 21 comma 4 Dpr 633/72 attualmente in vigore)

 

Vediamo il DOMANI (gennaio 2019) cosa ci riserva 😉 :

Il 1° gennaio 2019 parte la fatturazione elettronica tra privati (B2B e B2C).

Il Governo ha previsto una moratoria che consente l’emissione della fattura elettronica in ritardo e senza sanzione. Regola valida se la fattura è trasmessa mediante lo SDI entro la liquidazione IVA relativa a quando è stata effettuata l’operazione oppure, con una sanzione ridotta al 20% se trasmessa con la liquidazione successiva.

Ricordati che la moratoria è valida fino al 30 settembre per chi esegue la liquidazione IVA mensile e fino al 30 giugno per chi esegue una liquidazione IVA trimestrale.

Cerco di semplificare il passaggio.

Se il tuo Comitato effettua la liquidazione IVA mensile e, il 5 gennaio ti pagano un servizio, potrai emettere la fattura entro il 15 febbraio senza sanzioni ed entro il 15 marzo con una sanzione ridotta al 20%.

 

Vediamo il DOPODOMANI (luglio 2019) cosa ci riserva 😉 :

Di seguito ti riporto le principali regole da tenere a mente:

Dal 1° luglio 2019 dobbiamo emettere la fattura elettronica entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Questa regola vale sia per le fatture elettroniche che per quelle cartacee (se vuoi approfondire ulteriormente la norma, ti lascio il link art. 21 comma 4 Dpr 633/72 modificato e valido dal 1° gennaio 2019).

Prendiamo come esempio sempre il nostro trasporto di un privato, il nostro cliente ci paga il 13 ottobre, abbiamo tempo fino al 23 ottobre per emettere la fattura.

La fattura deve riportare sempre la data in cui l’operazione è stata effettuata se diversa dall’emissione della fattura (se vuoi approfondire ulteriormente la norma, ti lascio il link art. 21 comma 2 lettera g-bis Dpr 633/72 modificato e valido dal 1° gennaio 2019).

La data di trasmissione allo SDI deve coincidere con la data di emissione della fattura.